
Il nostro grazie
“Or adunque, nel 1849 vi fu chi ebbe una felice idea. Carlo Gastini e Felice Reviglio accordatisi in segreto per vari mesi, risparmiando sul cibo e conservando gelosamente le loro piccole mance, riuscirono a comperarsi due cuori d’argento. (…) Pensate la sua (di don Bosco) meraviglia e commozione nel vedersi presentare quei due cuori d’argento e nell’udire le poche, ma cordiali parole di augurio di quei suoi due buoni figlioli” (MB – vol. III – pag 534-535).
E’ una presa di coscienza di un riconoscimento, di un bisogno del cuore di dire grazie a don Bosco per la tenerezza paterna espressa nel corso degli anni verso i suoi ragazzi.
Da quel momento, il gesto di due giovanetti ha contagiato tutto il mondo salesiano. A Tornese ieri, a Hong Kong oggi, è un ripetersi di giornate particolari nelle quali la gratitudine occupa un posto privilegiato. E il grazie non va in un’unica direzione, ma è reciproco; ci coinvolge tutti con un pensiero che ci riporta alle origini, davvero singolari, di una celebrazione e ci immerge in ricordi che, oltre a sentimenti, vogliono significare impegno e responsabilità.
Chi di noi ha vissuto, oltre all’esperienza scolastica di una formazione e preparazione seria ma serena, anche l’indimenticabile realtà dell’oratorio, ha potuto cogliere altri aspetti, altri segni con i quali le nostre FMA hanno accompagnato i nostri passi. Sono stati pietre basilari di una costruzione variegata e poliedrica dalle mille finestre aperte sul mondo.
La relazione educativa ha assunto, infatti, con il passare degli anni, la caratteristica di confronto e di corresponsabilità.
FMA e laici – ai quali mi piace dare il volto di exallieve ed exallievi in particolare – camminiamo su binari distinti ma paralleli orientati verso la stessa meta.
Il procedere insieme ci dà sicurezza. Ci fermiamo di tanto in tanto a “stazioni” chiamate convegni, assemblee, consulte per riflettere e comunicarci i risultati delle iniziative e gli interrogativi di nuovi progetti.
La carica e la spinta sono sempre le stesse e vengono anche da Voi, carissime Figlie di Maria Ausiliatrice, alle quali ripetiamo anche oggi, come ieri, il nostro grazie.