
Attesi al varco
Non mi sono mai saputa spiegare perché quel giorno percorressi il marciapiede destro di Corso Trieste. Domanda banale e perfino sciocca. Ma per me, abituata da sempre a camminare sul lato sinistro di quella bella strada anche per la presenza di negozi, è stato sempre un bell'interrogativo. Dove andassi non l'ho mai ricordato. E poi da sola, nel primo pomeriggio di una "ottobrata romana" carica di luce...
Quaderni, diario, penna erano pronti. La mattina seguente sarei entrata, attraverso il severo cancello, nell'edificio del "Giulio Cesare" per frequentare il 1 ° liceo. Camminavo, quindi, lungo il viale, chissà con quali pensieri di quindicenne per la testa, quando da lontano noto due sagome nere. Un centinaio di metri ancora e poi l'incontro. "E tu che fai qui, sei tornata a Roma?". "Sì, da qualche giorno. Domani inizierò l'anno scolastico al 'Giulio Cesare"'. "Ma come, non torni a scuola da noi?". Le parole di sr. Ada Ferraro e sr. Luciana D'Auria cancellavano di colpo la parentesi del V ginnasio al "Plinio" di Como. Ero di nuovo a Roma e non solo...
Per un disegno di Qualcuno, sarei tornata anche nella scuola di Via Dalmazia, dove avevo già frequentato la III media e il IV ginnasio.
"Mamma, papà, ho incontrato due suore mie insegnanti. Vorrei tornare a scuola da loro".
La nostra vita, qualunque strada si imbocchi, è fatta di incontri. Alcuni superficiali, senza tracce nel tempo. Altri decisivi. Pur se a volte inspiegabili, si rivelano poi ricchi di significato. Incontri che segnano il percorso dell'esistenza di ciascuno di noi, ne guidano le varie fasi, ne orientano la direzione.
Penso che per la maggior parte di noi, exallieve ed exallievi, che ancora oggi, a distanza di anni, camminiamo lungo il solco tracciato dall'Alto, ci sia stato un momento preciso dell'infanzia, adolescenza o giovinezza in cui la tenerezza di una Mamma ci ha avvolto. Maria Ausiliatrice ci ha atteso al "varco" e tramite i suoi "intermediari" ci ha aperto la porta della Sua casa perché diventasse anche nostra.