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President Letter - November 2007


Carissime e carissimi,
mentre mi accingevo a scrivervi la mia consueta lettera, mi sono imbattuta in una poesia di un poeta italiano, Eugenio Montale, che mi ha suggerito delle riflessioni che voglio condividere con voi. I versi, che il poeta dedica alla moglie, possono essere dedicati all’altro, nel senso più ampio del termine.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale; … non già perchè con quattr’occhi forse si vede di più… Con te le ho scese perché sapevo che, di noi due, le sole vere pupille, sebbene offuscate, erano le tue.
Prendersi sotto braccio è metafora dell’andare insieme, nella vita, e tocca un po’ tutti: gli sposi, le famiglie, gli amici, i gruppi…
Non per un generico “l’unione fa la forza”. Sarebbe ben poco per chi cerca di dare alla propria esistenza un senso più alto e consistente.
L’aspetto che più ci riguarda e che voglio sottolineare è il sentimento di fiducia nei confronti dell’altro, la consapevolezza che, nonostante i suoi limiti, possa avere qualcosa da darci, possa a volte indicarci la strada. Potremo così, anche se a piccoli passi, maturare in noi stessi un atteggiamento che ci consenta una autostima equilibrata. Non sempre il nostro punto di vista è “la verità”. Dare spazio ai punti di vista dell’altro, per quanto difficile possa essere, ci arricchisce di contenuti. Nel trovare ( o creare) spazi di dialogo sincero e rispettoso potremo anche dare una mano alla costruzione di una corretta autostima nell’altro poiché ne potenzieremo i punti forti pur non negandone i limiti. Così, il darsi reciprocamente il braccio, sarà un camminare insieme nella stessa direzione, dividendo lo sforzo dell’andare senza timore di dovere, a volte, abbandonarsi all’altro. La capacità di abbandono non è debolezza e, comunque, essere autentici comporta anche manifestare le proprie debolezze. L’altro non è necessariamente un nemico da cui difendersi anche se ci sembra ostile. E’possibile che dietro una parvenza di ostilità o di indifferenza ci sia solo tanta sofferenza che aspetta di essere compresa e lenita.
Chi vuole fare il primo passo?
Al prossimo incontro!
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