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Revista - Marzo 2009 |
È TEMPO DI SILENZIO
Gli attentati alla vita sono ormai innumerevoli e toccano ambiti diversi.
Un sorpasso azzardato, un contachilometri che supera abbondantemente la velocità consentita, una serata in discoteca o tra amici, impasticcati o annebbiati dall’alcol ed ecco una vita – e purtroppo spesso più di una – spezzata.
Avevamo celebrato con ottimismo la giornata per la vita, con nuova speranza che in noi non deve mai venir meno e proprio in questi giorni, che seguono il 1^ febbraio, ci troviamo di fronte a realtà che ci colpiscono nel profondo. Ci pongono interrogativi di fronte ai quali siamo forse impreparati a rispondere perché richiedono conoscenze approfondite e capacità di sostenere anche il proprio punto di vista di fronte ai cavilli di interlocutori discordi.
Noi sappiamo, però, da che parte stiamo. Ci preme la vita, in ogni sua manifestazione e vogliamo difenderla con i mezzi di cui disponiamo: i nostri gesti concreti, le nostre parole, la nostra solidarietà con chi la vede minacciata o negata. Quella vita propria e altrui che per alcuni non vale nulla, che per altri è preda nelle mani di violenti, che per altri ancora si vuole finita quando ancora ci sono margini per credere il contrario.
La vita è veramente un mistero perché Dio è un mistero e noi siamo stati creati a “Sua immagine somiglianza”. Chi può penetrare nel nucleo più intimo del cuore e del cervello umano? Secondo il pensiero di vari medici sembra che ogni barriera sia superata, che con sicurezza si possano fare affermazioni che tracciano una linea di divisione netta tra la vita e la morte anche in casi molto singolari in cui l’interrogativo resta in tutta la sua drammaticità.
Oggi, l’ultimo atto della vita di Eluana Englaro – per di più nostra cara exallieva di Lecco – ci colpisce e ci addolora, e con lei altre vittime della violenza. Pensiamo agli stupri su donne e ragazzine compiute da minorenni, le cui gravi devianze non interessano o sfuggono allo sguardo delle famiglie e anche della scuola.
È tempo di silenzio per tutti noi, per riacquistare, lontano dalle mille parole che si sovrappongono e non costruiscono, il senso vero e la bellezza delle vita, anche se provata e apparentemente impoverita. Diffondiamo attorno a noi la gioia di guardare alla vita come il dono più grande che ognuno di noi ha ricevuto. |
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