In punta di piedi e sottovoce
Carissime e carissimi,
riprendendo la riflessione del numero di aprile (dopo l’edizione dedicata alle manifestazioni di apertura del Centenario) continuo a condividere con voi spunti di approfondimento su uno dei problemi più difficili della nostra vita relazionale: la comunicazione. Non per discutere su una tematica che dispone di ben più autorevoli fonti di dissertazione ma per cercare insieme strade percorribili e non fantascientifiche dal momento che lo stile di relazione è uno dei percorsi della nostra spiritualità.
L’arte della comunicazione è fra le più difficili da apprendere anche se, nei vari contesti, i corsi di aggiornamento su questo tema si sprecano. Vengono messe in gioco, infatti, troppe variabili la cui composizione non è per niente facile.
Puoi apprendere le tecniche di una corretta comunicazione ma non apprenderne l’arte.
E’ come quando studi uno strumento musicale: se dopo anni ed anni di impegno ed applicazione, avendo appreso tutte le più complesse tecniche, non sei capace di trasformarle in possesso dello strumento… non diventerai mai un artista.
Occorre anche che tu possegga la passione per la musica: altra variante indispensabile; la tua tecnica, altrimenti resterebbe fredda ed incomunicabile.
E’ qui la differenza. Ci sono persone che, pur compite, educate, rispettose… non riescono a far vibrare le corde del tuo cuore. Forse vivono alla superficie di se stesse.
E non riesci ad entrare in sintonia. Ti sembra, a volte, di avere a che fare con degli iceberg. Fosse stato così, don Bosco, come avrebbe potuto affermare : “Da mihi animas…”?!
Eppure, la delicatezza del tratto, nel rapporto con gli altri, può non essere mancanza di passione, ma grande raffinatezza. Non c’è contraddizione. Non ha ben appreso l’arte di comunicare chi irrompe nella vita degli altri come un kamikaze. Così come chi sta a debita distanza in nome del rispetto e della “buona creanza”.
Sicuramente però, in punta i piedi e sottovoce: come inoltrandosi in uno scavo in cui si sono ritrovati reperti archeologici di incommensurabile valore;
in punta di piedi e sottovoce: per non violare il segreto dei cuori e per non ostacolare lo sforzo dell’altro di comunicarci qualcosa forse difficilmente esprimibile;
in punta di piedi e sottovoce dobbiamo accostarci all’altro: c’è davanti a noi un tesoro inestimabile: l’essere umano creato a “Sua immagine e somiglianza”. Un diamante grezzo ricoperto, a volte, di scorie difficilmente rimovibili.
Non mi sembra che questa sia la caratteristica più comune nei rapporti fra gli esseri umani, neppure fra quelli, come noi, supportati da grandi ideali e con grandi progetti dichiarati.
Forse ci può venire incontro con la sua disarmante schiettezza, Madre Mazzarello: “In fin dei conti sono tutte storie che ci mettiamo in testa; una figlia che ama veramente Gesù va d’accordo con tutti”.
Che sia tutto qui il segreto?
Al prossimo incontro
Vostra Carolina