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Union - Décembre 2011
È Dio che non si fa più sentire o è l’uomo che non riesce più ad ascoltarlo?

“Ma il Figlio dell’uomo quando verrà, troverà la fede sulla terra?”( Lc 18,8 )
È una domanda retorica che Gesù pone per mettere in guardia dal pericolo di affievolire o, addirittura, spegnere la fede.
Assistiamo, oggi, ad una crisi di fede legata a tante cause, ma la maggiore di esse è l’autonomia dell’uomo che vuole staccarsi da Dio, che vuole essere autonomo e sufficiente a sé stesso.
Proprio per questo il Papa con la lettera apostolica “Porta Fidei”, ha indetto un “Anno della fede” che avrà inizio l’11 ottobre 2012 nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà nella solennità di Cristo Re, il 24 novembre 2013.
Riporto solo alcuni nuclei della lettera, ma invito tutti a fare una lettura completa per cogliere profondamente il messaggio del Pontefice che ci esorta a scoprire la forza e la bellezza della fede.
“Non possiamo accettare che il sale diventi insipido e la luce sia tenuta nascosta (cfr Mt 5, 13- 16). Anche l’uomo di oggi può sentire di nuovo il bisogno di recarsi come la samaritana al pozzo per ascoltare Gesù che invita a credere in Lui e ad attingere alla sua sorgente, zampillante di acqua viva” (cfr Gv 4,14)
“L’insegnamento di Gesù risuona ancora ai nostri giorni con la stessa forza: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna”(Gv 6,27). L’interrogativo posto da quanti lo ascoltavano è lo stesso anche per noi oggi: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?” (Gv 6,28). Conosciamo la risposta di Gesù: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che Egli ha mandato” (Gv 6,29). Credere in Gesù Cristo, dunque, è la via per poter giungere in modo definitivo alla salvezza”.
Il Papa ricorda anche che “Per fede, nel corso dei secoli, uomini e donne di tutte le età, il cui nome è scritto nel Libro della vita (cfr Ap 7,9; 13,8), hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani: nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica, nell’esercizio dei carismi e ministeri ai quali furono chiamati.
Per fede viviamo anche noi: per il riconoscimento vivo del Signore Gesù, presente nella nostra esistenza e nella storia”.
”Nessuno diventi pigro nella fede. Essa è compagna di vita che permette di percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per noi. Intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia, la fede impegna ciascuno di noi a diventare segno vivo della presenza del Risorto nel mondo”.
“Noi crediamo con ferma certezza, conclude il Santo Padre, che il Signore Gesù ha sconfitto il male e la morte”.
“Con questa sicura fiducia ci affidiamo a Lui”.
Prepariamoci a vivere l’evento straordinario del S. Natale mettendoci in ascolto di Colui che si dona e perdona: Cristo cuore del mondo, Cristo cuore di ogni uomo.
Concetta Apolito Zecchino
concettaapolito@libero.it

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