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Unione - Aprile 2007

Ricominciamo dall’educazione

Condivido in pieno l’amarezza e la sofferenza del Santo Padre per gli attacchi nei confronti della famiglia. Non solo nel suo nucleo fondamentale, moglie-marito, ma anche nei confronti di ogni membro, sul quale, per un motivo o per l’altro, si ripercuotono i disagi.
Da tempo, però, mi sto ponendo vari interrogativi nati dall’osservazione della vita di famiglie già costituite da tempo e del formarsi di altre.
Lontani sono i tempi in cui la sua caratteristica peculiare era la stabilità. Pur nelle difficoltà, si notava uno sforzo comune per cementare l’unione. La presenza degli anziani, i fattori esterni molto meno invadenti, la religiosità espressa attraverso la preghiera in famiglia che coinvolgeva anche i piccoli, orientavano i ragazzi verso un futuro se non sempre facile almeno più sicuro e più esigente di fronte agli impegni.
Oggi mi domando: qual è il retroterra di tanti giovani, qual è il percorso che seguono, quali i valori che assumono dal loro nucleo familiare, dai modelli che la società offre? Nati, in alcuni casi, da relazioni occasionali, deboli, suggellate o meno dal matrimonio, tanti bambini e ragazzi vivono il dramma della separazione o del divorzio dei genitori. Purtroppo sono anche numerosi i piccoli non battezzati, né iniziati, quindi alla vita cristiana.
La pluralità di scelte per il proprio futuro, le difficoltà della famiglia di origine, l’influenza a volte negativa dei mezzi di comunicazione, le teorie contro il valore della vita spingono quei giovani a soluzioni non definitive. Due vite si incontrano e decidono di “mettersi insieme”. In tali situazioni, non riesco a pensare alla formazione di una famiglia nel significato più autentico e anche cristiano.
Ricominciare allora, sembra l’imperativo, ma da dove?
Dall’educazione che abbraccia i vari ambiti e che deve vederci tutti coinvolti, famiglia, istituzioni educative, politiche, ecclesiali per riportare su binari percorribili, anche ad alta velocità, i treni deragliati di cui abbiamo perduto il controllo. Lo spero. E’ difficile ma non impossibile.
Silvana Aloisi
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