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Unione - Gennaio / Febbraio 2009
GRANDI O POTENTI?

E’ in programma una nuova riunione del G8 nelle cui mani sono affidate, in buona parte, le sorti dell’umanità.
Mi sono chiesta più volte perché siano definiti “grandi”. Senza ricerche particolari mi sono balzate di fronte immagini di persone che, nel corso dei secoli, hanno lasciato di sé orme concrete, indelebili.
Nelle loro opere d’arte che ci parlano e ci commuovono ancora, nelle loro scoperte scientifiche e ricerche nel campo della medicina a favore della salute della persona, o nella loro vita di santità in perfetto equilibrio tra cielo e terra.
Altri si sono battuti, pagando di persona, per migliorare le condizioni di vita di chi è alla base della piramide sociale e ne porta il peso, ma il cui grido di aiuto non arriva quasi mai al vertice. Questi sono, a mio avviso, i “grandi” degni di tale nome. Gli altri, chiamiamoli “i potenti” della Terra, perché dominano, perché un loro cenno diventa per il popolo, o parte di esso, un ordine al quale non potersi sottrarre.
Così si sono costruiti i grandi imperi, si sono formate le grandi potenze e cos’ in vari Paesi del mondo i potenti possono alzare la voce e purtroppo anche la spada.
Mi risuonano nella mente i versetti del Magnificat: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato i ricchi a mani vuote” (Lc 1, 52-53).
Maria, giovanissima ma ricca di sapienza, canta con esultanza una verità suggerita dall’Alto che ci riporta a considerare persone ed eventi nel loro giusto valore. Chiamiamo, allora, i politici del G8 più semplicemente con il nome che si addice al loro ruolo, quello di capi di stato o di governo, mentre noi, da parte nostra, non dimentichiamo di affidare loro e tutti i capi delle nazioni alla Sapienza Divina. Qualcuno di loro potrebbe lasciare di sé un’impronta così positivamente significativa da essere definito veramente “grande”, al pari di coloro che hanno saputo capovolgere la situazione del loro Paese per il bene comune.
Accanto ad essi non possono non trovare posto uomini e donne di tutti i tempi che, con il sacrificio e il dono della loro stessa vita, senza essere caricati del peso della povertà che in mille sfaccettature ricopre tanti spazi e ambiti del nostro mondo.
Silvana Aloisi
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