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Unione - Luglio / Agosto 2009 |
PERCHE' NON RINTRACCIARLE?
Ci chiediamo tanto spesso dove siano le exallieve che non si vedono da anni nelle nostre Unioni. Nemmeno il giorno di Maria Ausiliatrice, di don Bosco e di madre Mazzarello, feste che richiamano una presenza massiccia di salesianità, quindi anche nostra.
Tante di noi, una volta fedelissime, sembrano aver smarrito la strada di “casa”. Quella casa delle FMA, aperta a tutte le ore del giorno, dalla quale non si aveva voglia di uscire. Ci si stava proprio bene negli anni della scuola, dell’oratorio. Ancora oggi ci si entra sempre volentieri, come dicono quelle di noi che mantengono i contatti con le suore e danno continuità alla vita dell’Associazione con il loro impegno nelle diverse iniziative.
Molte altre hanno preso strade diverse ed è difficile incontrarle, ma il loro cuore è ancora salesiano.
Continuiamo, però, a chiederci dove siano, cosa facciano. Perché non provare a rintracciarle?
Le immaginiamo con il volto segnato dagli anni, l’andatura un po’ incerta o ancora giovani, nel pieno delle loro energie.
Alla delusione di non vederle tra noi si sostituiscono spesso notizie che ci fanno cancellare giudizi affrettati. Non poche exallieve hanno vissuto o vivono ancora in prima linea esperienze significative che cambiano la vita, che richiedono forza, sensibilità, umiltà per accettare i propri limiti dati dall’età e dai malanni, o per prendersi cura del debole, dell’abbandonato, della propria famiglia, oggi troppo spesso in pericolo. E tutto nel silenzio, nella discrezione. Ho la fortuna di essere in contatto con alcune di loro, di ascoltare non senza emozione le lo parole.
Sono insegnamenti di vita che non lasciano insensibili. Situazioni difficili da sostenere in famiglia per la presenza di una persona cara malata da più anni, costretta all’immobilità o colpita dall’inarrestabile alzhaimer. Ma anche la scelta di lasciare le proprie sicurezze e una vita agiata per andare là, oltre l’oceano, a condividere un’esistenza precaria con chi nella precarietà vive da sempre.
Brevi esempi di quel mondo sommerso di exallieve e ora forse di exallievi, che sfugge ai nostri occhi ma che esiste; a conferma che quanto seminato dalle nostre FMA e salesiani di ogni temo ha messo radici solide non solo in noi che rappresentiamo “l’esercito visibile” delle exallieve ed exallievi. Una carissima carmelitana, alunna di una scuola delle FMA, in una sua lettera mi scrive: “La mia vocazione claustrale è nata nella chiesa della scuola. E poi la salesianità è una ‘malattia’ che aumenta e nutre!”.
Il carisma salesiano ci contagia e quindi ci appartiene e tanto da poter essere vissuto e donato, qualunque sia la condizione, l’orientamento e le scelte di fondo della nostra vita. |
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