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Unione - Novembre 2007

L'attenzione del cuore

Duemila anni fa, si consumava in pochi giorni quella che noi conosciamo, attraverso la pagina del Vangelo di Matteo (2,16-17), come la strage degli innocenti. Con motivazioni diverse, i misfatti contro l’infanzia si ripetono ancora in questo nostro tempo.
Non so quale demone si stia accanendo in modo così palese nei confronti dei bambini. Sembra non esserci più uno spazio della vita pubblica e privata nel quale l’infanzia e la fanciullezza non siano prese di mira da adulti senza scrupoli. E nel dire adulti, purtroppo mi riferisco anche a donne che, capovolgendo la scala delle priorità – cioè degli affetti e dei sentimenti -, si fanno complici di una crudeltà che a volte sorpassa i limiti dell’umano.
Progressi e prospettive nel campo della ricerca scientifica, tecnologica e nella medicina, ambiti nei quali le capacità dell’uomo raggiungono obiettivi insperati non mancano. Stupisce, però, e nel tempo stesso provoca sdegno, constatare, come razionalità e intelligenza siano troppo spesso utilizzate per efferati delitti contro la vita, la sensibilità, l’innocenza di quella parte di umanità verso cui dovrebbe rivolgersi la maggiore cura e la protezione continua.
Non c’è più un’unica direzione verso cui individui disonesti mostrano il loro vero volto. Se la brama di danaro è la spinta che li induce ad usare tutti i mezzi per raggiungere potere e successo, nei confronti dei piccoli anche altri sono i moventi e gli scopi. Guardiamoci attorno. La pedofilia impera, anche tra le pareti domestiche, distruggendo la serenità e aprendo sipari di scene mortificanti e indegne. E ancora. Bambini cui non si permette di nascere, o che scompaiono nel nulla… e poi, in un orizzonte più vasto i tanti ragazzi non ancora adolescenti protagonisti o vittime nei conflitti che in tanti Paesi del mondo insanguinano il nostro pianeta. L’elenco è molto lungo e tutti noi lo conosciamo, informati come siamo ogni giorno dai mezzi di comunicazione. Ascoltare solo però non basta. Che fare allora? Forse molto poco o pochissimo… Non facciamoci, però, sfuggire l’occasione per osservare, cercare di capire che qualcosa non va nello sguardo spento o nel comportamento non abituale dei bambini che ci vivono accanto.
Qualche parola scambiata anche con i genitori, magari sprovveduti e distratti, un consiglio offerto con discrezione e soprattutto con amore è la nostra parte, sia pure modesta, di impegno verso i più deboli. Penso anche agli insegnanti – e nella nostra Associazione ce ne sono tanti - presenti per tante ore al giorno con i piccoli che sono là, in quelle aule dove si svolge buona parte della loro vita. Gli insegnanti hanno competenze specifiche nelle materie ma come educatori sono chiamati a qualcosa che va oltre il programma da svolgere. E’ l’attenzione del cuore. Di questa hanno bisogno i bambini e gli adolescenti, ed è questa che ricorderanno a distanza di anni.

Silvana Aloisi
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