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Lettera Presidente - Agosto / Settembre 2007
Carissime e carissimi,
un’ondata di vento torrido sferza, in queste ore, la mia Sicilia. Siamo immersi in un’aria irrespirabile cui non siamo abituati, seppure questa terra sia fra le più calde d’Italia. Chi ha la possibilità mette in funzione i condizionatori d’aria alla massima potenza; si fa incetta di ventilatori e di quant’altro possa alleviare il malessere e il disagio causato dalle altissime temperature. Conseguenza immediata: il black out. E si ricomincia daccapo…niente condizionatori, niente ventilatori, niente bibite fresche.
E non solo. Le sale operatorie fuori uso; i mezzi di controllo di tutte le attività in tilt; i computer inattivi. Io mi trovo in questa situazione e devo interrompere questa mia lettera.
Tale catena infinita di problemi m’ induce, ancora una volta, a riflettere sull’ottusa, incosciente miopia di tutti e di ciascuno che, in vari modi e a vari livelli, abbiamo contribuito a guastare l’atmosfera e a modificare con violenza il clima del nostro pianeta. Quante volte ci siamo detti (e anche da questa pagine) che la natura, violentata da un uso sconsiderato delle risorse, si sarebbe ritorta contro di noi? Ecco: in questi giorni lo stiamo vivendo sulla nostra pelle qui in Italia e forse solo ora riusciamo a renderci conto di che cosa volevano dire gli scienziati più accorti: la desertificazione cui la terra va incontro è già alle porte. Altri popoli l’hanno già provato nelle frequenti, catastrofiche inondazioni che , per il resto dell’umanità, era un’ottima occasione per mettere alla prova la solidarietà planetaria!!! Tranne, poi, a continuare a ricercare il proprio interesse privato ( da parte dei singoli) o, peggio, il profitto sfrenato (da parte di gruppi, multinazionali o Stati).
Chi si prende cura del Creato?
Osservo gli alberi secolari di questa pineta scossi come fuscelli dal vento impetuoso e vi leggo la Potenza di Dio. Ma l’essere umano, piccola grande creatura, accecato da una sorta di delirio di onnipotenza, sembra non aver paura di niente. E procede per una strada che potrebbe essere senza ritorno.
Chi si prende cura del Creato?
Mi rivolgo a te che sei capace di mantenere il tuo balcone o il tuo giardino fiorito ed ordinato -poiché non penso proprio che queste mie parole giungano a chi è al potere-. Ogniqualvolta darai acqua alle tue piantine, le proteggerai dal freddo o dal caldo, o toglierai gli insetti nocivi e le foglioline morte… domandati: chi si prende cura del Creato? Non per rattristarti o angosciarti, ma per spronarti a fare la tua parte non solo nella vita privata ma anche nei contesti in cui si decide la Cosa Pubblica. Non temere di parlare, di dire la tua, di andare controcorrente. Anche a te è stato affidato il Creato!

Al prossimo incontro.
Vostra Carolina.
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