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Lettera Presidente - Agosto / Settembre 2008 |
Sembravano morte…
Carissime e carissimi,
osservavo, all’inizio dell’estate, alcune piantine, nel mio giardino, che sembravano completamente appassite.
Per quanto guardassi con attenzione non davano segni di vita tanto che, per amore del bello, avrei voluto sradicarle per dare posto a piantine nuove appena acquistate.
Poi ho deciso di temporeggiare. “Chissà!”- mi dicevo. Ma non le ho trascurate; anzi, mi sono curata di loro più che delle altre che continuavano a vivere di vita propria ed avevano bisogno di un semplice mantenimento. E intanto toglievo tutte le foglie avvizzite e i rami secchi tanto che sembrava proprio inutile mantenerle nel vaso. Ho intensificato le cure noncurante delle apparenze e del fatto che, agli occhi degli altri, il mio giardino poteva sembrare incolto e trascurato.
La pazienza, l’amore e la cura hanno avuto il sopravvento. Guardando con attenzione, un giorno, mi sono accorta che cominciavano a comparire segni di “verde”: microscopiche foglioline che via via diventavano più grandi. E poi i fiori: sì, di nuovo i fiori su una pianta che era destinata ad essere estirpata. E non solo. I colori erano molto più intensi di prima e i tessuti molto più consistenti e corposi. Ora sono piante sane e rigogliose e solo io conosco l’iter affrontato tanto che le guardo con occhi particolari.
Questa vicenda mi ha fatto riflettere. Quante potenzialità ci sono in ogni creatura che, ad un occhio distratto, possono restare inosservate, nascoste ed infruttuose! Ci vuol sempre qualcuno che abbia molta fiducia e molta pazienza, una grande capacità di prendersi cura e il coraggio necessario per tagliare ciò che va eliminato.
Ogni creatura potrebbe, se avesse la fortuna di imbattersi in gente così, venir fuori al meglio di sé e, per una catena infinita di positività, non ripiegarsi su se stessa ma riprendere nuova vita e nuovo vigore. Ciò che appare freddo, secco ed infruttuoso aspetta, forse, di essere richiamato ad un’esistenza nuova fosse anche solo per aver ritrovato fiducia nelle proprie potenzialità. Poiché dalle ferite dell’aridità potrebbero venir fuori, al di là di ogni aspettativa, nuovi segni di vita.
Al prossimo incontro.
Vostra Carolina |
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