La mia lettera siete voi
Carissime e carissimi,
mentre riflettevo su che cosa avrei potuto scrivervi in questo numero del periodico, ancora una volta mi viene incontro la Parola di Dio del giorno. Non posso fare a meno di sorridere ogni volta che si verifica ciò: è come se la Parola volesse giocare con me ed io, molto volen¬tieri, accetto l'invito.
Dunque: mi reco a Messa sforzandomi di lasciare fuori della chiesa ogni preoccupazione ed ecco la se¬conda Lettura: "...La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini. Lettera scritta da Cristo... non con inchio¬stro..., non su tavole di pietra ma sulle tavole di carne dei vostri cuori...". È Paolo che scrive ai Corinzi.
Il mio compito, per oggi, sarebbe finito.
Ma ci pensate? Se non ci foste voi io, ora, non sarei qui a scrivervi. E le semplici riflessioni che condivido con voi in questo nostro consueto appuntamento ci fan¬no sentire vicini anche se ci troviamo a migliaia di chi¬lometri l'uno dall'altro. Non è merito dell'inchiostro ma della volontà di parlare al cuore. Sulle tavole di carne dei vostri cuori ho cercato di scrivere parte di me stessa. Ma ho cercato, anche, di dare voce ai vostri pensieri, ai desideri, ai dubbi... E un privilegio particolare potersi concedere agli altri senza restare impoveriti. Poiché la donazione può essere contagiosa e quindi diventare reciproca. Ne usciamo tutti, quin¬
di, arricchiti. C'è nascosto, infatti, dentro ciascuno di noi, un tesoro inestimabile camuffato, a volte, di una corazza coriacea che sembra inattaccabile. Se scoprire un teso¬ro non c'interessa, allora possiamo tralasciare di restare in relazio¬ne con persone "insopportabili"
mantenendo rapporti semplicemente professionali o, comunque, molto formali anche se corretti e rispettosi. Se, invece, amiamo l'avventura, se scoprire il cosmo racchiuso in un cuore di carne ci fa sentire vivi e vitali, allora continuiamo imperterriti a lanciare segnali d'affet¬to, di amicizia e di stima nei confronti di tutti, anche di chi sembra non corrispondere. È questo lo stile di rela¬zione della nostra Spiritualità mornesina. Ed è questo che deve caratterizzarci ovunque ci troviamo: nelle grandi metropoli come nei piccoli villaggi, nelle terre as¬solate ed aride come in quelle lussureggianti e fertili, nei luoghi di lavoro come fra le pareti domestiche. Così, poiché siamo in ogni angolo della terra, la nostra lettera sarà conosciuta da tutti gli uomini. Poiché, forse, è que¬sta la lettera scritta da Cristo di cui parla Paolo nella Liturgia di oggi. Alla prossima... lettera!
Vostra Carolina