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Lettera Presidente - Dicembre 2009 |
Un anno veramente nuovo
Mentre ancora una volta celebriamo la Natività, vorrei porre accanto al Bimbo Divino, nel mio e nel vostro Presepe, tutti i bimbi i cui diritti, in questo nostro mondo, vengono calpestati tragicamente, ormai senza pudore. Il diritto alla vita (e una vita dignitosa), il diritto ad avere una famiglia accogliente e sana, il diritto alla salute, al gioco, ad un’alimentazione equilibrata, all’istruzione…. Forse i bimbi del nostro Condominio non sono privati di questi diritti, non di tutti. Forse è in pericolo la loro integrità psichica per violenze domestiche non denunciate, per abusi sotterranei e subdoli… Forse.
I bimbi, tutti i bimbi, così come le persone più deboli, più indifese, più bistrattate… tutte queste Creature voglio porre accanto al Bimbo Divino nella mangiatoia. Chissà che, mentre contempliamo il nostro Dio fatto uomo, ci colga tenerezza anche per questa porzione di umanità che ogni giorno vive sulla propria carne le ferite causate dall’immoralità corrente e contagiosa, dall’indifferenza, dal gelido cinismo, dalla sete di potere, dalla “devastazione criminale dell’ambiente per l’ingordo sfruttamento delle risorse naturali da parte delle società multinazionali”.
Quest’ultima frase, che ho preso in prestito dai documenti del Sinodo per l’Africa ultimamente celebrato, non sembra fuor di luogo anche se trasferite agli altri continenti. Un pianeta devastato, sfruttato, violentato per volontà di pochi “grandi poteri di questo mondo” cui noi diamo il supporto della nostra collaborazione quando, nella quotidianità, non attuiamo un uso sobrio delle risorse.
Ma, ancora una volta, il messaggio che ci arriva dal Natale è, comunque, di speranza. Il Bimbo sorride tendendoci le mani. Ogni bimbo ci tende le mani, ogni malato grave, ogni disoccupato, ogni creatura violentata fisicamente o psicologicamente, ogni anziano solo ed abbandonato, ogni uomo di buona volontà perseguitato a causa dell’ ingiustizia…
Quante volte, dinanzi a quelle braccia tese verso di noi, ci voltiamo da un’altra parte? Per amore di quieto vivere, per un malinteso senso di prudenza o, comunque, per la mancanza di passione per l’umanità. Eppure, anche dinanzi alla nostra tiepidezza, ancora una volta, Gesù sorride. Ha più fiducia Lui in noi di quanto ne possiamo avere noi stessi.
Avanti, quindi! Possiamo sempre ricominciare. Perché non succeda che, avendo le radici nel cuore, dimentichiamo di mettere le mani nel mondo.
Auguro a ciascuno di voi un anno veramente nuovo!
Vostra Carolina. |
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