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Lettera Presidente - Gennaio / Febbraio 2007
Carissime e carissimi,
osservo, nelle mie rare “visitazioni” dei programmi televisivi, un fenomeno che sicuramente anche voi avrete notato: l’assoluta irriverenza con cui vengono denunciati atteggiamenti, discorsi, prese di posizione di personaggi noti ad ogni livello ed in ogni campo. Noi, educati al rispetto massimo per gli altri, ci scandalizziamo per queste forme che riteniamo aggressive ed irrispettose.
Se, poi, nel mirino della satira ci sono persone che riteniamo al di sopra di ogni sospetto e con le quali condividiamo l’impostazione di fondo dell’esistenza…stop! E’ inammissibile star a sentire, è una vergogna spingersi a tanto. Meglio cambiar canale e sintonizzarsi su qualche trasmissione magari più scema ma sicuramente meno irriverente. C’è un limite alla decenza!
Noncurante dell’apparenza, mi sono fermata qualche volta a riflettere sul contenuto di ciò che veniva trasmesso in una forma che molti potrebbero definire blasfema. Ho tradotto, nella mia testa, il tutto in un linguaggio meno volgare e colmo di rispetto. Sorpresa: ero d’accordo con quanto veniva affermato.
Mi son chiesta, allora: come mai riescono a dire certe cose solo persone senza freni inibitori e che, in ogni caso, devono seguire le esigenze dello spettacolo? Non ci sarà una forma diversa per dire le cose, per denunciare ciò che non va, alla ricerca di una società più vivibile?
Trovare le parole giuste per dire verità anche dolorose…è un’arte. Ci vuole molto coraggio, una buona dose di libertà interiore e il rifiuto totale di ogni compromesso. Finché non avremo maturato in noi queste doti lasceremo che le invettive contro il malcostume e l’illegalità vengano pronunciate in maniera “impudica” da chi non ha rispetto per le singole persone ma, alla lontana, forse ha molto più rispetto per l’umanità in genere nei confronti di chi, a causa di un malinteso senso di “prudenza”, lascia che le cose vadano come devono andare.
Eppure “il tuo linguaggio sia sì-sì,no-no”. Senza orpelli, senza mezzi termini, senza adulazioni.
Con uno stile franco e lineare carico, però, di profondo rispetto per l’altro.
Con l’affetto di sempre
Vostra Carolina
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