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Lettera Presidente - Luglio / Agosto 2010
Chi di voi non ha seguito, anche se marginalmente, la problematica relativa all’aumento delle tariffe postali per la spedizione dei periodici?
L’abolizione delle tariffe agevolate per la stampa ha imposto aumenti che vanno dal 120 al 500 e, in alcuni casi, al 700 per cento.
Sicuramente, comunque, vi sarete accorti del particolare ritardo con cui è arrivato nelle vostre case il numero di aprile del nostro Periodico.
In realtà Unione era già pronta per la spedizione ma ci siamo dovuti fermare perché con le nuove tariffe (peraltro stabilite con un Decreto interministeriale non preannunciato e di immediata applicazione) avremmo dovuto spendere ben 8000 euro in più del passato per la spedizione di un solo numero. E dove li troviamo questi soldi? Noi come tutte le altre testate giornalistiche che non fruiscono dell’introito dei proventi per la pubblicità si siamo bloccati sperando nelle richieste e nelle rimostranze di chi si trovava nella stessa situazione.
Il settore no- profit (cui noi apparteniamo), a seguito di “tavoli di lavoro” tra Governo, Poste Italiane e le Associazioni interessate dal provvedimento, ha ottenuto- almeno per il momento- una riduzione rispetto agli aumenti imposti inizialmente. Ma è una situazione ancora da definire e, in ogni caso, non abbiamo più le agevolazioni postali che garantivano un libera circolazione di idee, progetti, informazioni plurime, diverse e arricchenti. Poiché gli effetti di questo decreto colpiscono 5100 aziende editrici, 2900 editori profit e no-profit, 1400 organizzazioni non lucrative religiose e 3400 laiche, con risvolti negativi anche nel campo del lavoro.
Il nostro periodico, che non si invia in abbonamento ma a tutti gli iscritti all’Associazione, si regge sul servizio volontario dei componenti la Redazione. Ma la stampa, le traduzioni, la predisposizione all’invio hanno sempre costituito per noi un grosso peso economico che a stento riuscivamo a “coprire” con le quote associative già notevolmente ridotte rispetto a qualsiasi altra Associazione. Ora i costi di spedizione, lievitati in maniera smisurata, ci costringeranno a scelte forse non troppo gradite ma estremamente necessarie.
Vi terremo informati su questa vicenda. Ma intanto vi affidiamo una riflessione: anche se siamo consapevoli della profonda crisi economica in cui non solo l’Italia ma il mondo intero sono stritolati,a chi o a che cosa giova questo attacco ad ampio raggio sulla cultura? Ben altri settori ancora carichi di sprechi e di illegalità bisognerebbe individuare e smantellare!
E non facciamoci prendere dalla tentazione che “noi non possiamo farci niente”.
Chi ci governa ha avuto da noi il potere.

Scusatemi se questa lettera vi appare eccessivamente… tecnica. Anche di questi aspetti mi devo prendere cura per il mandato da voi ricevuto.
Con tutto il mio affetto per ciascuno di voi.

Con affetto.
Vostra Carolina.
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