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Lettera Presidente - Maggio 2009
Carissime e carissimi,

in questo mese di maggio a noi particolarmente caro poiché sacro a Maria, ho pensato di assegnarvi un…compito a casa. Scusate la mia deformazione professionale ma, fra le altre cose, anche questo faccio nella vita: assegno compiti per casa.
Alcuni anni or sono la rivista DMA delle Figlie di Maria Ausiliatrice mi fece un’intervista a sfondo mariano che ora ripropongo a voi invitandovi a rispondere anche solo nell’intimo della vostra anima.
Io condivido con voi ciò che dichiarai per quella rivista.

1) Chi è Maria di Nazareth per te?
1) Ho imparato a conoscere ed amare Maria in famiglia ma i primi ricordi della Sua presenza sono legati soprattutto alla vita in collegio, presso una Casa delle FMA di Palermo. Per me Maria è la Madre, il rifugio, l’esempio. E’ la Vergine innamorata del Suo Dio; è la mamma presso la culla - molto misera- del suo Bimbo; è la Presenza silenziosa ed efficace nei momenti forti della vita del Figlio; è la Pietà col  Figlio nuovamente in grembo…

2) Nella tua vita quali sono stati i momenti in cui hai sentito più presente Maria la madre del Signore?
2) Ciascuno di noi ha sicuramente sperimentato spesso, nella propria vita, la presenza di Maria.
Fin da quando, bimbe/i o preadolescenti, frequentavamo le Case delle nostre suore, Maria è stata punto di riferimento e porto sicuro. Allora cantavamo, sereni: “ E’ Maria Ausiliatrice dolce faro del mio mar…”. Poi la vita ci ha assorbiti. Ma lei è rimasta per noi dolce faro. Per quel che mi riguarda, nel Suo nome ho visto il fuoco che lambiva la mia casa cambiare direzione,  proiettili andare per altra strada, malattie gravissime dissolte nel nulla. E tutto con estrema semplicità: come si addice ad una figlia protetta dalla sua mamma che, per lei, fa tutto quello che può. E Lei può molto.
E nel mio ambiente di lavoro anche le colleghe che si professano atee ricorrono a Lei tramite me.
“ Metti la tua mano, Madre mia, mettila sempre prima della mia.”. Proprio in questi giorni ad una collega che doveva sottoporsi ad un difficile esame diagnostico e si raccomandava a me ( affinché  pregassi) ho detto questa semplice frase ( a noi molto nota) spiegando che avrei chiesto all’Ausiliatrice di mettere la sua mano prima di quella dei medici. E da quel momento anche lei suggerisce a chiunque si trovi in difficoltà di qualsiasi genere quest’invocazione. Il fatto sorprendente è che si tratta di persone che dicono di non credere. Ma chi conosce il segreto dei cuori?

3) Nella tua vocazione di educatrice come Maria ti guida e ti accompagna?
A Lei la “competenza” di educatrice veniva dalla Sapienza. Noi possiamo dedicare alla formazione e all’aggiornamento molto tempo della nostra vita professionale e continuare a razzolare nei meandri della natura dei ragazzi affidati alle nostre cure. Se, poi, parliamo di figli… la questione diventa ancora più complessa poiché entrano in gioco variabili infinite e contorte che, però, attengono alla condizione umana.
In ogni caso: la presenza viva e palpitante ma discreta; il rispetto massimo per quello che l’educando è- un essere umano, culmine della Creazione, con potenzialità infinite-; l’attenzione ai bisogni; il prendere per mano nel cammino della vita, sicuramente carico di difficoltà ed imprevisti, per indicare un sano discernimento; il silenzio pregno di Parola e di Vita.
Non dico di essere tutto ciò ma che mi sforzo di esserlo. Poiché educare alla Scuola di Maria è, per me -e penso per ogni exallieva/o- una sfida accettata  e proposta agli altri.

Così ho risposto io.
E voi cosa rispondereste? Perché non condividere anche con gli altri- nel prossimo incontro di Unione, per esempio- che cosa è stata Maria nella vostra vita?
E a Lei continuo ad affidarvi ogni giorno, ovunque voi siate.

Vostra Carolina
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