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Lettera Vice-Presidente - Marzo 2010
Carissime e carissimi,
Carolina mi ha chiesto di scrivervi la consueta lettera essendo lei impossibilitata a farlo.
Il 19 gennaio, infatti, ha subito un piccolo intervento chirurgico… intendiamoci non di importanza vitale! Ed è per questo che ha aspettato, posticipandola più volte, anche per i notevoli impegni d’Associazione che, seguendo le linee orientative assunte durante le celebrazioni per il Centenario soprattutto nelle mozioni finali della IV Assemblea elettiva si presentavano. Appunto, dicevo, un piccolo intervento. Naturalmente se qualcuno della sua famiglia si fosse chiamato “Geppetto”- sì proprio quello di Pinocchio - avrebbe potuto rifare magicamente i suoi piedini nuovi … nuovi, ma non essendoci nessun bravo ed ispirato falegname nei dintorni si è dovuta affidare all’arte antica della chirurgia per poter tornare a camminare. Intendiamoci: questa esperienza non si può proprio definire una “passeggiata” perché l’intervento affrontato è stato molto doloroso.
Ed è proprio su questo aspetto che vorrei riflettere insieme a voi: la sofferenza.
Il dolore mette a nudo la nostra anima e c’è il pericolo che ci inasprisca ed evidenzi le nostre fragilità, ma se accettato nell’ottica della Croce può restituire senso alla vita. Quando ci si affida a Gesù che è nostro maestro e testimone tutto si può affrontare, anche le esperienze più negative, non con rassegnazione ma con coraggio e fiducia lasciandoci sostenere dal suo amore che rigenera e fortifica. Carolina ha sperimentato sulla propria pelle il senso del limite ma nell’abbandono a Cristo ha fatto esperienza della Speranza e della Gioia più profonda. Pubblicamente la ringrazio per la sua testimonianza e vorrei approfittare di questa occasione per ricordare a voi e a me stessa che, al di là delle inevitabili difficoltà nel percorso quotidiano, non dobbiamo mai perdere la serenità per poter contagiare gli altri con la nostra gioia. E in questo momento mi unisco a tutte /i quelle/i fra noi che si trovano in particolari condizioni di sofferenza. Pur lontani nello spazio, possiamo sentirci vicine/i nella comunanza di valori.
La Quaresima che ci apprestiamo a vivere è un tempo forte di riflessione in vista della Pasqua senza la quale “vana sarebbe la nostra Fede”.
Con affetto.

Paola S.
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