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Italia - Campo Scuola Nazionale Italiano per Dirigenti: Passo dopo passo (Cesuna, Villa Tabor, 22-27 luglio 2006)

Sentiamo nel cuore una gioia nuove ed è l’allegria, la serenità dell’aver vissuto giorni particolari nell’incontro con Dio e con le persone.
L’esperienza di questo camposcuola ha confermato quanto la collaborazione e l’intesa tra noi del Consiglio di Federazione è seme che porta frutto. Se ce l’abbiamo messa tutta affinché il risultato fosse positivo abbiamo sperimentato che tante coincidenze – “veri doni” - hanno valorizzato ancor più quanto preparato e l’eco “post-camposcuola” è stato come un susseguirsi di accordi in do maggiore che hanno composto un inno di lode al Dio della gioia e della festa. Già nell’autunno scorso è nata l’idea del “passo dopo passo” da concretizzare alla luce della “Trasfigurazione” e ci si domandava come far interagire la Parola di Dio con il carisma salesiano-mornesino e col vissuto. In questi mesi di preparazione ci siamo sentite veramente “benedette” dalla Madonna e dai nostri santi.
Ad ogni incontro di Consiglio il momento di preghiera e di riflessione, preparato dalla Delegata Sr Marta, ci aiutava a confrontarci, a delineare e a comprendere sempre meglio quanto e come proporre. Non sono mancati sforzo, incertezze e preoccupazioni, però la fiducia reciproca unita a tantissima disponibilità ci hanno consentito di vivere un’esperienza unica e bellissima. Confrontandoci con l’episodio della trasfigurazione di Gesù siamo state spronate a “camminare oltre”, disposte a dare tempo e a mettere a disposizione doti e caratteristiche personali per arricchirci reciprocamente anche se questo, a volte, comporta “fatica”.
Per prime, noi del Consiglio di Federazione, abbiamo sentito urgente il bisogno di “formarci” alla scuola del “passo dopo passo” lungo i sentieri di questo nostro tempo, per accorgerci dei segni luminosi che il “presente” pone sulla nostra strada. “Alzatevi! Non abbiate paura!” …. “Io sono con voi tutti i giorni” sono parole da prendere sul serio, sono le parole che noi abbiamo fatto nostre e che ci hanno accompagnate fino al 21 luglio, data vigilare del camposcuola nazionale, quando, sul posto, ancora una volta abbiamo messo a punto gli ultimi aspetti organizzativi e dato uno sguardo al programma dettagliato e alla responsabilità di cui ognuna di noi si era presa carico. Tutto era pronto!
Quanta trepidazione in ciascuna! Si affrontava un’esperienza nuova, ma insieme! e la certezza che il Consiglio tutto era lì - anche se alcune presenze erano altrove per organizzare i momenti “fuori residenza” - con l’entusiasmo e il meglio di sé, dava sicurezza e serenità a ciascuna. Quindi, fatto un respiro profondo, si è contato il tempo alla rovescia e poi ... pronti? Ciak! si parte...
Il cielo azzurro del sabato mattina ha aperto la giornata, ma ciò che l’ha riscaldata sono stati i saluti, gli abbracci, i “Ben arrivate!” che si sono susseguiti e hanno rimbalzato tra le aderenti che arrivavano dalle varie Federazioni.
Tutte puntuali le partecipanti per cui all’ora stabilita si e dato il via con “E la strada si apre, passo dopo passo...”
Il saluto di Oriella, Presidente di Federazione, ufficializza l’inizio e, dopo qualche notizia organizzativa (ad esempio: uso della macchina del caffè!), ciascuna delle rpesenti è invitata a scrivere il proprio nome e quanto si aspetta da questo camposcuola su un “piede”, poi incollato su un cartellone intitolato: “Dalla quotidianità al Tabor”. Quante aspettative espresse in parole forti come: ricarica, arricchimento interiore, condivisione, pace, ascolto, riflessione, allegria...
Allora la domanda è venuta spontanea: riusciremo ad essere all’altezza di soddisfare questi bisogni? Ma a placare i timori ci ha pensato Sr Marta, la nostra Delegata, che ha iniziato la prima riflessione, dicendo: “Il nostro camposcuola ha come slogan: «Passo dopo passo». Il “primo passo” che siamo invitate a fare è quello di “sospendere il nostro camminare quotidiano” per accogliere l’invito di Gesù, che è un invito personale... Come prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni così ognuna di noi è chiamata per nome per fare una esperienza particolare con Lui. Il «prese con sé» sa di intimità, di confidenza, di amicizia e anche di sollecitudine, di protezione e di impegno.” E con questo stile Sr Marta ci ha prese per mano e invitate e salire sul Tabor.
E’ stato un viaggio fatto di ascolto e di scoperta, un percorso proprio come quello di un sentiero di montagna che pre-vede la discesa alla quotidianità, ma che prima ci permette di fare esperienze varie: esperienza di “contemplazione della bellezza”: «il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce» (Mt 17,2) che promuove in noi il “passo elegante e leggero dell’armonia”; esperienza di paura: «All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore» (Mt 17,5-6) che fa provare come il nostro “passo può essere insicuro e debole, incerto e faticoso”; esperienza di gioia della certezza: “«Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo»... «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». ...: «Alzatevi e non temete.»” (Mt 17,3-4.7) che abilita al “passo sicuro e tranquillo”, alla “corsa e al salto” per superare gli ostacoli.
Fatte queste esperienze è possibile intraprendere il cammino della quotidianità con il “passo della luce e della gioia” osservando il quale, come assicura Gesù, “tutti sapranno che siete miei discepoli” (Gv 13,35) Ecco allora un altro “piede” sul quale ognuna scrive le positività e le prospettive che porta con sé e che posiziona sul cartellone: “Dal Tabor alla quotidianità”.
Quanta ricchezza sgorga dal Tabor, ricchezza fatta di esperienze e di convinzioni maturate alla luce della Parola di Dio, della parola del carisma salesiano-mornesino, della parola dell’Associazione Exallieve/i delle F.M.A.; esperienze e convinzioni assimilate nei laboratori che hanno stimolato dialogo e fiducia reciproca e che, rappresentate su “carta”, hanno trasformato la sala in “esposizione formativa”; esperienze e convinzioni scaturite dalle opportunità offerte in relazione al tema. Sì, l’armonia de “Il coro della Spelonca”, la prova dell’oscurità o degli strapiombi delle trincee del monte Cengio, la testimonianza degli astrofili, il cammino dal Battistero del Duomo al “Santo” di Padova; la visita dell’Ispettrice del Triveneto, Sr Gianfranca Franceschin, assieme a Sr Maria Abelli, Consigliera per la Famiglia Salesiana, la sintonia spontanea e l’affiatamento profondo di cui eravamo impregnate noi del gruppo che ha organizzato il camposcuola e che ha contagiato e pervaso le partecipanti colmando di gioia i momenti di fraternità, sono stati contenuti esperienziali che hanno parlato quanto e più delle parole. Ora siamo tutte più che consapevoli che è tempo di superare la paura e di essere luce, fuoco, sorgente; è tempo di diventare persone significative, di cominciare ad esserlo insieme ad altri; è tempo di essere persone nuove, capaci di rinnovarci continuamente e di rischiare .....
In un lampo è arrivato il tempo della valigia, ma ora la valigia è strapiena di ricchezza, di emozioni, di bellezza, di incontri significativi, di doni ricevuti, di amicizia, di allegria, di risate e anche di qualche lacrima, segno di un legame che va oltre l’apparenza... anche per noi del Consiglio di Federazione di Padova.
Un canone riecheggerà all’orecchio e cantandolo ci farà sentire ancora insieme:
“Un passo, un passo, un passo dopo passo, cammino, cammino e arrivo lontano. Oh...
Mi fermo, ascolto e guardo la bellezza, affronto la paura e rischio con fiducia. Oh...
Fiducia, certezza, certezza nell’amore vuol dire continua, cammina senza stop. Oh...”
Il prossimo appuntamento? a Como nel luglio del 2007. Alla Federazione Lombarda il nostro augurio! Arrivederci a presto... un bacio e un abbraccio a tutte.
Il Consiglio di Federazione di Padova
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