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Allegria

L’Eucaristia é fonte di allegria! Ma cosa intendiamo per “allegria”? Un sentimento o affetto dell’amore, dice Santo Tommaso. Ma ci sono diversi tipi di allegria come diverse sono le espressioni dell’amore. Alcune più profonde e altre più superficiali.
C’è l’allegria per aver vinto un premio, l’allegria per aver trovato un oggetto perduto, l’allegria di una guarigione, l’allegria per non aver trovato traffico nell’andare al lavoro, l’allegria per aver ricevuto un e-mail da un amico, l’allegria di ritrovare una persona cara, l’allegria di essere innamorati, ecc.

Ma c’é una allegria profonda, intima nell’Eucaristia. É la frazione del Pane, il banchetto. Ci incontriamo in comunità. L’incontrarsi e condividere il cibo dá gioia. Chi partecipa con profondità spirituale all’Eucaristia, sperimenta questa allegria spirituale. É il clima della vita cristiana! Mai ci mancherà.

La nostra Main ha saputo testimoniare questa allegria profonda e contagiava tutte le persone che avvicinava. Proprio questa allegria la portava a donarsi alle giovani, per condividere con loro una gioia superiore alle altre. Perché l’allegria è una gioia dello Spirito. Il suo fondamento é l’Eucaristia.

Dall’abbondanza del cuore scrive la mano. Nell’epistolario di Main possiamo rilevare come l’allegria che nasce dalla comunione con Gesú, era molto importante nella vita di Main. “Stai allegra; se sarai allegra guarirai anche più presto” (L.13) “State allegra e non tanta paura nei vostri difetti” (L.17) “Siete allegre? State sempre allegre e amatevi tutte nel Signore”, (L.22) “Sempre allegre, non offendetevi mai”! (L.26). “Per stare allegra bisogna andare avanti con semplicità”. (L. 24).

Quando viviamo l’Eucaristia come stile di vita, questa esperienza si rispecchia nel rapporto interpersonale. A questo riguardo mi piace condividere con voi la testimonianza di una giovane. Tutti i giorni vado a Messa nella Chiesa di San Gregorio VII, a Roma, alle 8:00 a.m. e trovo sempre una giovane in atteggiamento di preghiera. Quello che mi colpisce di più é che, senza conoscerci, quando ci diamo il saluto della pace o usciamo dalla Chiesa e ci vediamo lei mi saluta con un sorriso speciale, quasi dicendomi: sono felice di ricevere Gesù. Ma ho osservato che lo fa non solo con me, ma con tutti.
Penso che cosí era Main, una ragazza semplice, ma profonda che faceva dell’Eucaristia la sua allegria, perché era convinta che, se fosse rimasta in questa unione, avrebbe dato molto frutto. Solo con la sua presenza diffondeva l’amore per Gesù. Ed é per questo che l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice si é sparso in tutto il mondo: la centralità dell’Eucaristia nella nostra vita dona un amore che testimonia l’allegria pasquale.

Main, come buona allieva di Don Bosco, seppe inculcare nelle giovani questo motto salesiano: Tristezza e melanconia fuori da casa mia. Proprio per questo la prima comunità di Mornese, si chiamó “Casa dell’amore di Dio”. Chi é triste non ha conosciuto il vero amore. Il frutto dell’amore é l’allegria. Una persona che ama é felice! Chi non si sente amato non sorride...é triste.

L’amore ringiovanisce ed é una fonte spontanea e profonda di allegria. L’Amore di Main era Gesù eucaristico. L’Eucaristia é fonte di allegria pasquale perché celebra l’alleanza che Gesù ha fatto con noi, é immagine del banchetto celestiale, dá senso alle sofferenze offerte al Signore. “La vostra tristezza si convertirà in gioia” (Gv. 6,20)

“State sempre allegra. Sempre grande allegria e questo è il segno di un cuore che ama tanto il Signore”( L.60). Main non ha fatto altra cosa che cercare la santitá. Ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia siamo fortificati nella santità e rinnovati nella vera allegria. L’allegria e la santità sono risultati inevitabili quandi si stá vicino a Dio. Quando mangiamo il pane disceso dal cielo assomigliamo di più a Gesù che é la fonte della nostra allegria. Ed é per questo che quando Main domanda: Che ora é?, vuole che le si risponda: “É l’ora d’amare il Signore”, e conclude sorridendo: “Amiamolo con tutto il cuore”

Nella lettera 22 Main scrive “Siete allegre? Siatelo sempre neh! Unitevi strettamente a Gesù”. La vera allegria non si improvvisa. É motivata dal riconoscere con tutto il cuore che Gesù vive, ci salva e ci libera da tutto quello che ci fa diventare schiavi. Se l’allegria pasquale non traspare nei nostri atteggiamenti è perché abbiamo una fede superficiale o scarsa o, piú chiaramente, non l’abbiamo. L’allegria non ci viene dal di fuori, ma dal di dentro.

La strenna di quest’anno è: “Ringiovanire il volto della Chiesa,che é la madre della nostra fede” Come possiamo ringiovanire il volto della Chiesa? Seguiamo le orme della nostra Main facendo dell’Eucaristia la fonte della nostra allegria.

Ogni persona radicata nell’Eucaristia é capace di irradiare dal suo intimo l’allegria, manifestandola esteriormente anche con un semplice sorriso o con l’atteggiamento sereno della propria persona.
Proviamo a farlo. Vedremo i risultati...

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