Conquistare l'armonia interiore
C'era una volta un re che offrì un gran premio a quell'artista che avesse saputo captare in una pittura la pace e l'armonia perfetta. Molti artisti lo tentarono. Il re osservò ed ammirò tutte le pitture, ma solamente due gli piacquero realmente e fra quelle dovette scegliere.
La prima era un lago molto tranquillo: uno specchio perfetto nel quale si riflettevano alcune montagne che lo circondavano. Su questi, un cielo molto azzurro con tenui nuvole bianche.
Tutte le persone che guardarono la prima pittura pensarono che rappresentasse l'armonia perfetta.
La seconda pittura invece rappresentava montagne, ma queste erano scabrose e prive di vegetazione. Su di esse, un cielo tempestuoso dal quale cadeva un impetuoso acquazzone con lampi e tuoni.
Sotto la montagna sembrava di udire rimbombare l'acqua di uno spumeggiante torrente. Niente di pacifico in tutto ciò. Ma quando il Re osservò accuratamente, si accorse che dietro la cascata c'era un delicato arbusto cresciuto in un anfatto della roccia. In questo arbusto si scorgeva un nido.
Lì, in mezzo allo scroscio della violenta cascata, era posato placidamente un uccellino dentro al suo nido. Il Re non ebbe piu esitazioni e scelse questa pittura e spiegò: armonia non significa un luogo senza rumori, senza problemi, senza duro lavoro o senza dolore. Armonia significa che, nonostante ci si trovi in mezzo a tutte queste realtà, esiste calma e serenità dentro il nostro cuore. Questo è il significato dell'armonia.
Noi viviamo in un'epoca nella quale si parla molto di armonia, di unità e di pace. Vivere l'armonia non dipende dall'esterno, bensì da quello che portiamo nell'intimo del nostro essere.
Ogni giorno ci sono tanti problemi e difficoltà da affrontare e risolvere! E a volte sembra che nessuno si renda conto di tutto quanto abbiamo da pensare contemporaneamente: lavorare, studiare, badare alla casa, fare i conti con lo stipendio... e continuare a sostenere tutte le nostre responsabilità.
Sembra impossibile che, in mezzo a tante preoccupazioni e contrattempi, si possa conservare serenità e armonia, per poter risolvere tutto senza cadere nella disperazione, né colpire gli altri con l'impazienza o con l'ira.
Maria D. Mazzarello è riuscita a conquistare e conservare l'armonia interiore anche nelle circostanze più avverse, senza esaltarsi o deprimersi, trovando soluzioni attraverso una riflessione accurata: senza ingrandire né minimizzare i problemi. A prima vista diremmo che l'armonia interiore sia patrimonio esclusivo di persone che hanno pochi problemi. In realtà tutti ne abbiamo: la differenza sta nella maniera di affrontarli.
Main ha conquistato armonia e unità, pazienza e serenitá nonostante il suo carattere energico e volitivo.
Il suo direttore spirituale don Pestarino la descrive come ragazza «d'indole schietta ed ardente e di cuore molto sensibile» (MB X 618). Uno dei grandi ostacoli nel suo cammino di santità è stato l'amor proprio, l'orgoglio.
È stata la Parola del Signore a trasformarla volta per volta e guidarla alla conquista dell'unitá interiore. L'armonia è una conquista, non è un dato di natura; è frutto della conoscenza e accettazione di noi stessi attraverso un progressivo accompagnamento spirituale, se ci lasciamo illuminare e trasformare dalla Parola.

Testimonianza di questa maturazione è stato l'incontro personale con Gesù nell'Eucaristia di ogni giorno.
Il Papa Benedetto XVI, a conclusione del Congresso Eucaristico italiano dal titolo: "Senza la domenica non possiamo vivere", diceva: "L'Eucaristia è il sacramento dell'unità. Nell'Eucaristia Cristo è realmente presente tra noi. La sua non è una presenza statica.
E' una presenza dinamica, che ci afferra per farci suoi, per assimilarci a sé. Ci fa uscire da noi stessi per fare di noi una cosa sola con lui". (Bari, 23-30 maggio 2005)
L'Eucaristia arriva a noi carica del dono dell'unità.
Se noi ci predisponiamo ad accoglierla con il reciproco amore insegnatoci da Gesù, essa non manca di offrire a tutti noi il suo dono.
Quel dono è appunto l'unità.
Leggendo le lettere di M. Mazzarello si coglie una donna che non si smentisce mai: resta sempre uguale a se stessa nei momenti grigi o radiosi di luce per il nascente Istituto. È il riflesso di una personalità solidamente centrata.
In varie lettere esorta a vivere il valore dell'unità. Alla direttrice della casa di Villa Colón suor A. Vallese scrive: "Vi lascio nel cuore di Gesù e lo prego che vi benedica e vi faccia tutte sue e vi tenga sempre unite e allegre" (L.17). Alla sressa direttrice consiglia: "Unitevi strettamente a Gesù, lavorate per piacere a Lui solo, sforzatevi di farvi ogni giorno più santa, e sarete sempre allegra" (L.22).
Alle missionarie della casa di Buenos Aires-Almagro chiede: "Siete ancora tutte unite? Quando vi separerete, state attente che non si separi lo spirito, siate sempre unite col cuore" (L.29).
Alla signora Francesca Pastore: "Preghiamo a vicenda ai piedi del Bambino Gesù perché, voglia tenerci sempre unite nel suo Cuore qui in terra" (L.32). Alla direttrice della casa di Catania suor Orsola Camisassa: "Voi dite tante belle cose per me quando vi trovate unite in questo adorabile Cuore, principalmente quando lo andate a ricevere nella Santa Comunione" (L.39).
Main ha imparato a liberarsi progressivamente da tutto ciò che le ostacola il cammino verso Gesù, a dominare il suo temperamento vivace, pronto, franco, per stemperarlo nella dolcezza (Cronistoria, I 49).
Interiormente la persona che impara a controllarsi ha il privilegio di vivere un'autentica serenitá, perché non si lascia sopraffare da dispiaceri e contrattempi; inoltre, ha la tranquillità del dovere compiuto, perché per il controllo che esercita su se stessa, è capace di compiere adeguatamente i suoi doveri.

Tutto ciò l'aiuta ad avere eccellenti relazioni personali, per la cordialità e delicatezza che mantiene nel suo rapporto.
Nella misura in cui Main progredisce nel cammino della santitá, il suo passo si fa più spedito; diviene più docile all'azione dello Spirito, che in modo sempre più autentico l'attrae a sé.
Sono i momenti di fervore della Valponasca: una vita di unione con Dio sempre più intensa, pur nel duro lavoro dei campi; una vita centrata sull'Eucaristia (Cronistoria, I 80-81).
Quello che ci fa vivere, crescere e maturare è la nostra capacità di affrontare problemi e risolverli. Sono gli ostacoli affrontati e le prove sofferte che ci permettono di imparare a superarci e maturare.
Il senso spirituale della vita è il faro che ci guida in tutti i nostri atti e illumina la nostra natura umana verso la conquista dell'armonia.
L'Eucaristia non è solo alimento; essa trasforma il cristiano.
Dice la Lumen Gentium nel n.26: «La partecipazione al Corpo e all Sangue di Cristo altro non fa, se non che ci mutiamo in ciò che riceviamo», cioè in Gesù.
Vivere l'armonia non comincia dall'esterno, bensì dall'interno del nostro essere attraverso l'unione profonda e autentica con il Signore.
L'azione di una personalità così costruita non può che essere il riflesso di ciò che essa è nel suo intimo.
Main è stata una donna che, collaborando all'azione trasformatrice dello Spirito, ha trovato pienamente la sua verità, ha raggiunto una meravigliosa armonia tra il suo modo di essere, di pensare, di parlare, di agire e per questo ha seminato armonia nel cammino della sua vita. Ha illuminato e orientato quanti la avvicinavano. |