Seminare nel silenzio
Continuando il tema dell'Eucaristia che approfondiamo insieme in questi mesi, ho pensato al simbolo del seme. L'Eucaristia, dono per eccellenza, è come un seme, è molto piccolo, ma quando cresce, produce molto frutto.
Un seme non si vede, non si sente crescere, ma cresce in profondità, si sviluppa e dà frutti nel silenzio. È nel silenzio che le grandi cose si costruiscono.
Il Documento Ecclesia de Eucharistia, 21 afferma: "I l Concilio Vaticano II ha ricordato che la Celebrazione eucaristica è al centro del processo di crescita della Chiesa. Infatti, dopo aver spiegato che « la Chiesa , ossia il regno di Cristo già presente in mistero, per la potenza di Dio cresce visibilmente nel mondo», quasi volendo rispondere alla domanda: «Come cresce?», aggiunge: «Ogni volta che il sacrificio della Croce "col quale Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato" ( 1 Cor 5,7) viene celebrato sull'altare, si confirma l'opera della nostra redenzione".
L' Eucaristia , luogo d'incontro e di comunione con Cristo , diventa per tutti noi sorgente della testimonianza, punto di partenza per andare incontro agli altri, per diventare come Cristo, pane spezzato.
Main seminava il suo lavoro nel silenzio alla luce dell'Eucaristia. Le sue giornate nel vigneto, erano la continuazione dell'Eucaristia, a cui aveva partecipato al mattino presto, ogni giorno, con il sacrificio del suo sonno e il cammino lungo e difficile che dalla Valponasca la portava alla parrocchia. Erano il suo modo di vivere l'Eucaristia.
Aiutava le giovani e le sorelle con gioia senza aspettare nessuna ricompensa; serviva, a volte, ragazze difficili che, in molte occasioni, non erano riconoscenti del bene che si faceva loro.
In tante occasioni la gente del popolo non capiva la disponibilità sempre serena in mezzo alla povertà, alle sofferenze in cui si trovava con le sorelle della prima comunità di Mornese.
L'amore verso di Dio si esprimeva nell'amore del prossimo . Una suora racconta: "A quel tempo non avevamo ancora la lavanderia, ma solo una vasca in mezzo al cortile, e anche nel crudo inverno si lavava. Nel giorno del bucato la Madre era la prima a prendersi il posto. Quante volte l'ho sentita allegra e felice dire: su, sorelle, oggi è per noi tempo di vendemmia; coraggio! Il paradiso è bello; giochiamo a chi si fa più meriti".
In questa semina silenziosa il Signore preparava il futuro di Mornese con orizzonti ampi , con lo sguardo verso il mondo. Dalla finestrella della Valponasca Main vedeva il Signore ed il Signore, in lei, vedeva i volti di tutto il mondo. Così è nata la nostra spiritualità, salesiana mornesina, nella semplicità e nell'umiltà, in un paese sperduto dell'Italia. Si Maria Domenicha è riuscita a vivere questa semplicità perché soltanto nella preghiera e con la preghiera si impara a servire per gli altri, nel servizio che è amore, nel dono che è silenzio.
A Main bastava lo sguardo di Gesù nell'Eucaristia e riprendeva le forze in mezzo alle sofferenze.
Sofferenze concrete come sono state il vedere morire sorelle giovanissime, soffrire la fame, vivere nella povertà materiale. Questa è stata la preparazione, la base il fondamento della nostra spiritualità.Main mai pensava di raggiungere il mondo intero: America, Africa, Europa, Asia e Australia. Questo è frutto del seminare nel silenzio, dell'amare dal di dentro con un cuore grande come le stelle del cielo.
Piera Cavaglià fa una descrizione essenziale della prima comunità mornesina : "La prima comunità di Mornese è simbolo di futuro , perché in essa si respira speranza, apertura, saggezza e insieme semplicità, assenza di pretese, amabilità, pace serena. Essa è, in realtà, spazio aperto alla novità dello Spirito" (Piera Cavaglià, Mornese un Vangelo dello Spirito scritto con la vita, 168).
Main è un esempio per noi laici e religiosi. Tante volte facciamo un favore forse ai nostri famigliari, amici o compagni di lavoro e aspettiamo la ricompensa o soltanto perché ci vedano o per avere gli applausi. In questo modo viviamo la ricompensa già qui sulla terra. Scriveva: "non basta salvare l'anima, dobbiamo farci sante noi e fare colle nostre buone opere sante tante altre anime che aspettano che le aiutiamo" (L18).
Quando penso a Main, penso al simbolo del sale. A questo riguardo cito la frase di Gesù che dice: "Voi siete il sale della terra .." (Mt. 5, 13) Il sale ha avuto la sua importanza storica per lo sviluppo dell'umanità fin dai primi tempi. Nel tempo di calore serviva per conservare il cibo. Si utilizzava anche come moneta (di qui venne la parola che utilizziamo oggi "salario"), grazie alle sue proprietà si usa anche per sbiancare, ecc. Era un elemento indispensabile nell'antichità ed è per questo che Gesù l'ha utilizzato per simboleggiare l'importanza della nostra missione nel mondo.
È necessario essere sale perché il mondo è insipido nella propria spiritualità e intossicato di materialismo; è insipido di solidarietà e intossicato di individualismo; è insipido d'amore e intossicato di odio; è insipido di comunione ed intossicato di divisione...
Essere seminatori nel silenzio vuol dire andare contro corrente in questa società ed essere come il sale che conserva gli alimenti. A noi è chiesto di testimoniare l'Amore , la carità con i piccoli gesti e offrire la nostra vita nella celebrazione eucaristica memoria della morte redentrice e della gloriosa risurrezione di Gesù.
Soprattutto per seminare il bene, bisogna essere umile . Main in una delle sue lettere esortava: Umiltà in tutto il tuo operare e non di sole parole, ma di fatti (L 40,3).
Il sale non si vede, ma la sua azione è molto importante. Se quando cuciniamo manca il sale il nostro palato lo sente subito. Allo stesso modo noi possiamo cambiare il sapore della storia con la nostra spiritualità salesiana mornesina che è vivere il vangelo nel quotidiano. Dare sapore allo stile salesiano mornesino con la ricetta di Main: seminare nel silenzio attraverso l'umiltà e la semplicità . Nella Lumen Gentium 33, i laici sono soprattutto chiamati a rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze, in cui essa non può diventare sale della terra se non per loro mezzo.
Essere sale, come Main per vivere in mezzo al mondo testimoniando i valori del regno che fanno la differenza e costruiscono un mondo di speranza. Impegnarsi ad essere come Gesù, avere i suoi criteri, le sue attitudini, la sua forma di essere, di pensare e di agire. In sintesi sarebbe vivere l'Amore, essere riflessi del suo Amore nella società. Ecco il seme silenzioso: Amare . Perché Gesù ha dato la vita? Perché ci amava. Perché Main ha lasciato tutto per seguire Gesù dopo 35 anni di vita laicale? Per amore e solo per Dio. In un lettera scriveva: "Raccomando anche a tutte di lavorare senza nessuna ambizione, solo per piacere a Gesù" (L 25).
Main serviva nel silenzio orante . I frutti erano la sua capacita di accogliere tutti senza discriminazione, di essere a disposizione di tutti in ogni momento e situazione di vita per essere testimone dell'amore, del perdono e della fiducia in Dio. Era misericordiosa e comprensiva con le ragazze più difficili. La nostra vita è un dono, allora servire significa essere fedeli a quello che siamo: un dono. Si tratta di dare quello che si è, amare fino alla fine. Serviva e amava di cuore . E stato il suo migliore messaggio, la sua testimonianza.
Condivido con voi l'inno alla carità di san Paolo: "La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità, ma di tutte più grande è la carità ".( Corinzi 12, 3b.7.12-13)
Iniziamo seminando il silenzio con una buona parola, un sorriso, un gesto di incoraggiamento, di appoggio, un pensiero generoso. Vedremmo come è meglio dare che ricevere. Se seminiamo il bene, nel silenzio, i frutti non mancheranno. |