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Uno stile di relazione

Tutta l’esistenza di Maria Domenica è stata improntata ad uno stile di relazione semplice, vero e autentico, come si addice alla vita di famiglia.
L’educatrice deve avere un cuore di mamma ma deve saper essere ferma su principi e valori universali.
Chi è affidato alle sue cure deve avvertire in lei un punto di riferimento saldo, anche se accogliente e comprensivo. Le acque irruente di certi corsi d’acqua vanno arginate: la loro vitalità potrebbe trasformarsi, inevitabilmente, in potenza distruttiva.
Intuizione preveniente, quindi, ma decisa fermezza, abilmente calibrate in ogni incontro, in ogni intervento.
Questo accompagnamento, fondamentale nel rapporto educatore-educando può essere esteso a tutti i rapporti interpersonali. Di ogni creatura incontrata siamo responsabili, indipendentemente dall’età, dal genere, dal ruolo sociale. È come se ci fosse stata affidata dall’amore provvidenziale del Padre. Possono continuare ad essere gli stessi i nostri rapporti con gli altri, a partire da questa consapevolezza?
Maìn, anche in questo, ci indica la strada.
Dotata di profondo e realistico senso educativo, ella si relaziona con gli altri con semplicità e sobrietà poiché è profondamente libera e non si fa condizionare da valutazioni esterne.
È ferma nel diffidare dei facili entusiasmi, dei fervori ambigui, delle parole vuote.
Non basa mai i suoi interventi su lunghi discorsi né dimostra la squisitezza dei suoi sentimenti con manifestazioni eccessive: poche parole, le più appropriate; gesti personalizzati e interventi ben ponderati per ogni situazione che la dinamica dell’esistenza le offre.
Della sua amorevolezza tradotta in attenzione e servizio furono testimoni tutti quelli che, a vario titolo, la incontrarono. Anche le sue Figlie lontane, quelle che avevano solcato «un mare immenso» per portare il Lieto Annuncio in luoghi sconosciuti, poterono sperimentare la sua tenerezza materna attraverso le sue Lettere, capolavoro di semplicità, schiettezza e grande intuito educativo.
«In fin dei conti son tutte storie che ci mettiamo nella testa. Una figlia che ama veramente Gesù va d’accordo con tutti». (L 49, 6)
Non che la Madre non si renda conto delle difficoltà di una vita relazionale, ma sa per certo che il nocciolo della questione è proprio quel «veramente».
Chi radica la sua vita in Cristo ha maggiori probabilità di riuscire a non farsi sopraffare dagli inevitabili meccanismi di proiezione nei confronti degli altri.
Chi radica la sua vita in Cristo guarderà gli altri con lo sguardo di Lui. Chi radica la sua vita in Cristo potrà riuscire, infine, a vedere Lui in ogni creatura.


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