"Famiglia, credi in ciò che sei!"
La famiglia non è il prodotto di una cultura, il risultato di un’evoluzione, un modo di vita comunitario legato ad una certa organizzazione sociale: essa è una istituzione naturale, anteriore ad ogni organizzazione politica o giuridica. Prende la propria consistenza da una verità da essa non prodotta, perché voluta direttamente da Dio. In una fedeltà senza riserve, l’uomo e la donna si danno l’uno all’altro e si amano con un amore aperto alla vita.
Quanto vi ho fin qui comunicato è espresso in maniera autorevole nei quattro compiti che la Familiaris consortio assegna alla famiglia: la formazione di una comunità di persone, il servizio alla vita, la partecipazione allo sviluppo della società, la missione evangelizzatrice.
Ma affinché questi compiti si realizzino, e quindi si compia l’appello rivolto alle famiglie dal Papa Giovanni Paolo II: “Famiglia, credi in ciò che sei!”, occorre anzitutto che la famiglia – i coniugi, i figli e tutti i componenti del nucleo familiare – sia fermamente convinta di questi compiti, che provengono dalla natura stessa e dalla missione dell’istituzione familiare e fanno parte del disegno di Dio sulla famiglia e su ciascuna delle persone che la compongono.
Si tratta di una convinzione che, per i credenti, non è solo di ordine razionale o sociale, ma si appoggia sulla fede in Dio che ha creato la cellula familiare come comunità di amore e di vita e mediante il suo Figlio l’ha santificata con la grazia del sacramento, perché sia per tutti segno e strumento di comunione.
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