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“Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia, davanti a Dio e davanti agli uomini” (Lc 2, 48-52)

Carissime Sorelle Figlie di Maria Ausiliatrice, carissimi Confratelli Salesiani, Membri della Famiglia Salesiana e Amici di Don Bosco; carissimi Giovani, gioia e motivo della nostra vita, a voi tutti un affettuoso saluto in questo passaggio dal 2005 al 2006. Auguro a tutti ed a ciascuno un anno ricolmo delle benedizioni che Dio, Padre di tenerezza e misericordia, ha voluto riversare su di noi, quando decise di inviare nel mondo il suo Figlio perché avessimo la vita in abbondanza.

«La sfida della vita diceva il Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, nel suo ultimo intervento al Corpo Diplomatico nel gennaio 2005 ha luogo al contempo in quello che è propriamente il sacrario della vita: la famiglia. Essa è oggi sovente minacciata da fattori sociali e culturali che fanno pressione su di essa, rendendone difficile la stabilità; ma in alcuni Paesi essa è minacciata anche da una legislazione, che ne intacca talvolta anche direttamente la struttura naturale, la quale è e può essere esclusivamente quella di una unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio. Non si lasci proseguiva il Papa che la famiglia, fonte feconda della vita e presupposto primordiale ed imprescindibile della felicità individuale degli sposi, della formazione dei figli e del benessere sociale, venga minata da leggi dettate da una visione restrittiva ed innaturale dell’uomo. Prevalga un sentire giusto e alto e puro dell’amore umano, che nella famiglia trova una sua espressione fondamentale ed esemplare»[1].

Raccogliendo dal Papa l’invito a difendere la vita, attraverso la famiglia, e prendendo occasione dei 150 anni dalla morte di Mamma Margherita, madre della famiglia educativa creata da Don Bosco a Valdocco, ho pensato di invitare la Famiglia Salesiana a rinnovare l’impegno per Assicurare una speciale attenzione alla famiglia, che è culla della vita e dell’amore e luogo primario di umanizzazione.

Se l’uomo è la via della Chiesa, la famiglia è la “via dell’uomo”, l’ambito naturale in cui l’uomo si apre alla vita e all’esistenza sociale. Essa è il luogo di un forte coinvolgimento affettivo, il contesto in cui si realizza il riconoscimento personale. Luogo privilegiato di umanizzazione e mezzo di socializzazione religiosa, assicura la stabilità necessaria alla crescita armonica dei figli e alla missione educativa dei genitori nei loro confronti.

Credendo nella sua importanza strategica per il futuro dell’umanità e della Chiesa, Giovanni Paolo II fece della famiglia uno dei punti prioritari del suo programma pastorale per la Chiesa agli inizi del terzo millennio: «Un’attenzione speciale, poi, deve essere assicurata alla pastorale della famiglia, tanto più necessaria in un momento storico come il presente, che sta registrando una crisi diffusa e radicale di questa fondamentale istituzione… Occorre fare in modo che, attraverso un’educazione evangelica sempre più completa, le famiglie cristiane offrano un esempio convincente della possibilità di un matrimonio vissuto in modo pienamente conforme al disegno di Dio e alle vere esigenze della persona umana: di quella dei coniugi, e soprattutto di quella più fragile dei figli»[2].

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