In quest'anno Eucaristico vogliamo condividere con voi, cari lettori di Unione, il tema dell’Eucaristia come stile di vita in Main, In ogni numero del giornale, vorremmo sottolineare un atteggiamento che lo caratterizza e ci aiuta a diventare persone eucaristiche come Main.
L’Eucaristia é la presenza salvifica di Cristo, morto e risorto in mezzo a noi ed é al centro della Chiesa. Cosí la presenta l’Enciclica Ecclesia de Eucharistia del sommo pontefice Giovanni Paolo II. Nel documento egli afferma che nell’Eucaristia Gesù é dono per eccellenza, perché é dono di se stesso, della sua persona nella sua santa umanità.
L’Eucaristia, segno di Comunione e di unità fraterna, d’impegno nel vivere la vita d’ogni giorno alla luce dei valori evangelici, occupa un posto privilegiato nella nostra pedagogia Salesiana. Main, fin da piccola, aveva un grande amore per Gesù eucaristico. Lo costatiamo specialmente quando lei abitava alla Valponasca. Si alzava prestissimo per fare prima i lavori della casa ed essere libera di andare in parrocchia. Era accompagnata dalla sorellina. Non importava il freddo, la neve e neppure l’ora (verso le quattro del mattino!), pur di incontrarsi con l’Amore della sua vita: Gesù eucaristia. Noi che, forse!, abbiamo a due passi la Chiesa, il trillo della sveglia, la comoditá della macchina, insomma, abbiamo tutto!... sentiamo la necessità di Gesù eucaristico oppure ci riempiamo di “cose”, di attività sociali cosi che l’incontro con Gesù rimane all’ultimo posto? Non potremmo migliorare il nostro stile per dare senso alla nostra vita?
Il cammino dell’autentica saggezza é l’umiltà. Perché l’Eucaristia possa essere efficace in ogni persona, in ogni famiglia ed in ogni comunità, richiede un passo deciso nell’umiltà. L’Eucaristia é il cammino, la Verità e la Vita, perché in essa troviamo Gesù. Partecipare all’Eucaristia esige da parte nostra la povertà della conversione. Un vero cambio di strada e di vita che si rispecchia nel quotidiano, soprattutto nei rapporti interpersonali. La mancanza d’umiltà porta all’aggressivitá, alle discussioni, alla violenza, alla divisione nel campo del lavoro, nelle comunità e anche nei gruppi sociali e politici.
Gesù ci ha dato esempio di umiltà e di amore lavando i piedi agli apostoli. Questo spiega perché nell’ultima Cena ci fosse un clima vivificato dall’amore sincero. La nostra Main, fedele all’insegnamento del Maestro, l’ha capito benissimo e l’ha messo in pratica. L’unione a Gesù eucaristia le ha dato la forza per controllare il suo carattere, a volte orgoglioso. Main ha preso sul serio il valore dell’umiltà per essere una donna felice. Non é nata umile, si é fatta umile attraverso questa sinergia con Gesù eucaristico che l’ha trasformata fin da piccola. In lei riconosciamo una donna matura che, accettando le cose belle e meno belle della sua persona, é arrivata alla vera umiltà. Umiltà intesa come verità e libertà per avere un autentico rapporto interpersonale. É interessante leggere il suo epistolario, vi troviamo la parola umiltà più di 35 volte. La raccomanda sempre alle care sorelle. L’umiltà ci avvicina a Dio, ci fa comprendere la nostra realtà di fronte alla grandezza di Dio. Gesù, consapevole di essere prossimo al sacrificio, fa dell’ultima cena un testamento, un mandato d’amore, di umiltà e di servizio verso quelli che ha chiamato a seguirlo. La nostra Main a sua imitazione, raccomanda l’umiltà, e ci dá per prima, l’esempio. Ricordiamo un episodio della sua vita: la sua nomina a Superiora. É il gennaio 1872 le nuove religiose eleggono la loro prima superiora. La maggioranza dei voti, al primo scrutinio, è per Main, ma questa, non sentendosi all'altezza del compito che le si affida, se ne schernisce con sincera umiltà. Non l'avrebbe fatto mai, a meno che non vi fosse costretta dall'obbedienza. Don Pestarino, presente, propone di lasciare a don Bosco la decisione. Nel frattempo Main, vista l'insistenza delle compagne, accetta la carica di Prima Assistente col nome di Vicaria. Con questo titolo rimane alla direzione del nuovo Istituto, per deliberazione di don Bosco stesso, il quale dice alle giovani suore di volerla riconoscere, sia pure per ora, col titolo di vicaria, perché, aggiunge, «la vera direttrice è la Madonna». Nella sua vita Sr. Maria Domenica non ha mai voluto titoli onorifici per l’umiltà che viveva profondamente ed era frutto di una spiritualità profonda. Oggi siamo immersi in una società che cerca i posti, i titoli, il potere. Se vogliamo cercare la vera felicità proviamo a fare i piccoli passi dell’umiltà. Se Main ci é riuscita, anche noi ci riusciremo.
Come possiamo vivere l’umiltà per essere veramente persone “eucaristiche”? Attraverso la grazia di Dio. Solamente la grazia ci può dare una chiara visione della nostra realtà e la coscienza della piccolezza davanti Dio. Allora ci sará piú facile accettere le contradizioni durante la giornata, nello svolgere il nostro lavoro, nella condivisione con gli altri, nel vedere le nostre debolezze e i nostri sbagli. Main nelle sue lettere alle sorelle le esortava ad avere una chiara conoscenza di se stesse per poter accettare i propri difetti, ma raccomandava di non fare pace con essi. Questo é essere umile. Cosí ci consiglia la Main.
Come vivere l’Eucaristia in atteggiamento di umiltà? É molto importante coltivare in noi l’atteggiamento del donare e chiedere perdono. Quando sbagliamo, o abbiamo offeso qualcuno, ci sentiamo a disagio perché non c’é stata generosità da parte nostra. Fare il primo passo verso chi ha bisogno, ascoltare l’altro in questa società del rumore e della fretta, significa diventare capaci di accogliere umilmente i nostri fratelli e le nostre sorelle.
Quando viviamo questo impegno di umiltà, prolunghiamo l’Eucaristia nella vita quotidiana, iniziando con passi piccoli, ma sicuri. Ecco cosa significa che l’Eucaristia é il centro della giornata nella vita di Main. Facciamo in modo che Gesù eucaristia, silenzioso e umile, possa rimanere in noi durante la giornata, aiutandoci ad essere come Lui.
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