Svégliati, tu che dormi
Si è fatto strada in questi anni, con l’arrivo di immigrati nel nostro Paese e in altri europei, un atteggiamento di scarsa tolleranza o di rifiuto che ci toglie serenità nei rapporti e obiettività nei giudizi verso chi no è dei “nostri”. Senza alcuna distinzione, là dove il “distinguo” sarebbe d’obbligo.
Scatta in molti di noi un’immediata separazione: da una parte i cosiddetti buoni e onesti (e saremmo noi!), dall’altra i violenti, i rissosi, i “ruba-posti- di lavoro”. Su questi aspetti esprimiamo spesso giudizi tutt’altro che benevoli, degni di un nemico…
Motivi economici quindi, paura per l’incolumità e la sicurezza della propria vita. Se poi serpeggiano messaggi e ideologie che possono minacciare la nostra identità cristiana nel tentativo di sgretolare l’integrità della nostra fede, poco importa. Eppure in alcuni Paesi del mondo i cristiani, ancor più se cattolici, vivono giorni difficili proprio a causa della fede, esposti come sono a privazioni di diritti e persecuzioni. Le notizie in proposito allargano il nostro orizzonte, ci consentono di guardarci attorno per saperne di più. Anche se colpiti e commossi, rimaniamo però alla superficie del problema, mentre abbiamo bisogno di guardarci “dentro”. Di fronte ad una risposta coraggiosa che “renda ragione della nostra fede” tentenniamo, siamo latitanti se non addirittura immersi in una anestesia totale dalla quale non abbiamo forza né voglia di risvegliarci.
Ed è un problema solo nostro.
Manchiamo di convinzione, di testimonianza autentica, di presa di posizione di fronte agli attacchi alla Chiesa e al Papa. Di approfondimento della nostra fede nella concretezza della quotidianità e nella ricerca appassionata di un rapporto vivo con Cristo anche attraverso una conoscenza più profonda del suo messaggio di salvezza.
Riscontriamo anche nelle nostre stesse famiglie e nella cerchia di amici, colleghi, conoscenti una tepidezza o addirittura un disinteresse per i problemi religiosi che dovrebbero scuoterci fino alle midolla.
E’ però anche vero e consolante che cristiani capaci di testimoniare con la vita ce ne sono – e non pochi-.
Sono loro i testimoni di Cristo Risorto, secondo il messaggio che la Chiesa oggi ci lancia perché, raccolto e fatto proprio, possa essere rilanciato da noi nella direzione verso cui lo Spirito lo spinge.